Sterminare uomini e bambini: svelato il Mein Kampf del nazi-femminismo

dicembre 17th, 2011

Un investigatore operativo (per ora identificato con Agent Orange) si è calato nel mondo del femminismo radicale. Grazie a questa opera di intelligence sono stati portati alla luce documenti che provano i progetti criminali di questa ideologia dell’odio.

“Le donne non hanno bisogno di uccidere i figli maschi.  Basta non dargli da mangiare.  Le femmine sono forzate a dare nascita ai bambini maschi, ma poi una femmina è libera di decidere le proprie azioni.  I maschi moriranno senza l’infusione costante delle energie femminili”.



“Molte donne vedono solo vantaggi personali nel femminismo radicale [...]  Io voglio rivoluzioni violente, sociali, politiche e militari, a livello mondiale.  Ma le donne amano la pace. [...] Dobbiamo trovare soluzioni individuali”

“La tua proposta di sterminare totalmente i maschi alla Solanas è per me l’ultima risorsa.  Non siamo scienziati biologici, ma riusciamo a leggere gli articoli scientifici.  Dico che ci sono alcuni modi.  Ovviamente dobbiamo parlarne solo in questo forum segreto.”

“Se riusciamo ad inventare un’arma biologica che possa essere ingerita ed uccidere il cromosoma Y nello sperma, il grosso è fatto.  Possiamo farci assumere come cuoche a McDonald e metterlo nel cibo.  Non verrà notato quello che facciamo perché non colpisce nessuno in maniera visibile.  Solo lo sperma, in maniera che non nascano più maschi.  Divertitevi.  Possiamo ridurre il numero di maschi o sterminali totalmente.  La parte divertente è che non abbiamo bisogno della cooperazione delle donne.  Questo era il problema: le donne non aiuteranno mai a smettere di produrre figli maschi.  In questo modo non ci serve la loro cooperazione.  Ci vorranno 2 generazioni per eliminare i maschi. Ma funzionerà.  So che può essere fatto”.

 

“Avere bambini maschi deve essere reso fuori moda, e poi verranno abortiti senza vedere la luce del giorno [...] Credo che segretamente già milioni di donne abortiscono i bambini maschi ma non lo dicono per evitare polemiche.”

“Grazie Sorelle.  Sto ripensando al fatto che sto accudendo questi piccoli futuri stupratori, e questo dice di me e del mio separatismo.  Accudire questi piccoli fottuti maschietti va contro i miei principi, mi sento triste per le loro madri.  Il modo in cui i maschietti trattano le madri è sconvolgente, mentre le madri gli vogliono bene e tutta quella me*da.  Se fossero figli miei pagherebbero l’inferno”

“Sono una di quelle odiose femministe che vorrebbero uccidere i fottuti maschi (sia che sia una cosa pratica o no).  Ma non è frustrante quando sei con una lesbica, e l’unica cosa di cui pensate e parlate sono gli uomini?  Non sono interessata a che mi ricordino che i maschi esistono, specialmente in contesti lesbici” .

“Sono d’accordo con l’idea che le femministe possono allevare i bambini secondo il “modello della Sorellanza”, ma secondo la mia esperienza non funziona… al più provare ad allevare le bambine come femministe. [...] Come femminista radicale… la rivoluzione violenta è la sola risposta.  Sento che stiamo perdendo le battaglie ma possiamo ancora vincere la guerra.  Rimango in quiete attendendo per quando potremo colpirli di nascosto a sorpresa: allora avremo vinto la guerra”

L’Agent Orange, grazie ad una successiva attività investigativa, è risalito alle identità delle autrici di questi progetti criminali.

Non si tratta di persone già rinchiuse in ospedali psichiatri per criminali, come già capitò alla femminista ed assassina Valerie Solanas.

Si tratta di personaggi in posizioni di potere ed autorità: incarichi accademici, uffici pubblici, giornaliste, voci che arrivano fino alle Nazioni Unite.  Le feminazi possono arrivare fino a manipolare l’ONU per far scrivere che i bambini non vanno protetti dall’Alienazione Genitoriale (PAS), per così coprire i propri propositi pedo-criminali di plagiare le bambine per alienarle contro i papà e farle diventare femministe.

Questi documenti, e altri che seguiranno, provano al di là di ogni dubbio che il termine nazi-femminismo non è una iperbole retorica ma è perfettamente adeguato per descrivere la follia criminale in cui il femminismo è degenerato e che occorre immediatamente proteggere i bambini chiudendo quei centri anti-violenza usati da avvocate nazi-femministe per devastare la vita dei bambini, aiutando donne a separarsi allontanando ed alienando i bambini dai loro papà mediante calunnie femministe e pedofile.

Hitler e Goebbles avrebbero potuto discutere della “Soluzione finale” con parole simili.   Nel 1925 Hitler espose i suoi progetti criminali nel libro Mein Kampf.  Venne lasciato libero di agire, e quando solo nel 1939 si cercò di fermarlo era troppo tardi.

[Fonte con documenti originali][Radio]

Documentario sul nazifemminismo

dicembre 10th, 2011

“Il divorzio rende liberi” così come avrebbe fatto il lavoro nei campi di concentramento. Non esistono reali elementi storico politici che possano collegare la follia nazista a quella, degli ultimi 50 anni, del nazifemminismo. Esiste solo la tendenza spregevole e pericolosissima di legare ad elementi di natura biologica quali il sesso, la razza, l’altezza ecc. ecc. il “valore” delle persone. Da questo punto di vista, purtroppo, il nazifemminismo ci riguarda. E molto da vicino.

E’ ovviamente una cultura da respingere uniti. Uomini e Donne.


30 modi per riconoscere una nazi-femminista

dicembre 9th, 2011
  1. 5 punti per usare “maschio” invece di “uomo”
  2. 5 punti per usare “Donna e lesbica” invece di “donna”
  3. 5 punti per usare “sexworker” invece di “prostituta”
  4. 8 punti per usare “maschietto” invece di “maschio”
  5. 10 punti per scrivere l* parol* in manier* transessual* cioè omettendo il genere con un *
  6. 10 punti per s’bagliare l’agrammatica eppretendere il diritto all’auto-determinazione grammaticale
  7. 12 punti per far parte di un circolo contenente la parola “donna”
  8. 14 punti per usare il termine “femminicidio” ignorando la maggior parte degli omicidi
  9. 15 punti per pubblicare foto di donne nude brutte e grasse e attaccare come sessista chi dice che sono brutte e grasse
  10. 15 punti per lamentarsi di pubblicità con belle ragazze straparlando di lesioni all’onore della Donna
  11. 17 punti per raccontare di essere minacciate da un inesistente stalker
  12. 17 punti per frequentare luoghi dai quali sono esclusi gli uomini, fatta eccezione per i gabinetti
  13. 18 punti per dare del cyber-stalker a chi si permette di dissentire
  14. 18 punti per trovare simpatica l’avvocata Vajassa Faldocci
  15. 20 punti per dire di essere “donne per tutte le donne”
  16. 20 punti per far credere che le nostre nonne erano oppresse dai nonni fino a quando sono arrivate le femministe
  17. 20 punti per dare del fascista e minacciare di denunce chi è in disaccordo con le proprie opinioni
  18. 20 punti per aver vandalizzato una Chiesa
  19. 25 punti per dire che l’affido condiviso è uno strumento del patriarcato per controllare la Donna separata
  20. 25 punti per fingersi vittima
  21. 30 punti per usare il termine “violenza di genere” e negare che uomini e donne sono violenti in egual misura
  22. 30 punti per aver scritto alle Pari Opportunità chiedendo leggi “a favore della Donna” e contro il sessismo
  23. 40 punti per riportare solo notizie di donne vittime di uomini tralasciando tutto il resto
  24. 50 punti per aver promosso associazioni di maschi pentiti pur di farsi dare ragione
  25. 60 punti per aver diffamato il defunto psichiatra Richard Gardner
  26. 70 punti per aver finto uno stupro
  27. 100 punti per aver sottratto un figlio accusando falsamente il padre
  28. 200 punti per aver rovinato un bambino coinvolgendolo in una falsa accusa di pedofilia
  29. 500 punti per aver plagiato un bambino, alienandolo con il proprio odio femminista
  30. 1000 punti per aver tentato di negare che la PAS (Alienazione Genitoriale) è un abuso sull’infanzia

L’unica cosa necessaria per il trionfo del male è che l’uomo buono non faccia niente

novembre 27th, 2011

Prima vennero per gli uomini cattivi
e io non dissi nulla
perché ero un uomo buono.

Prima vennero per i papà separati
e io non dissi nulla
perché non ero un papà separato.

Poi vennero a chiedere la separazione
e mi accusarono di violenza, mi levarono la casa, mi incarcerarono,
alienarono i miei bambini e negarono che questo è un abuso.

E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.

Origine del termine

novembre 21st, 2011

Feminazi” è un portmanteau dei termini femminismo e nazismo, reso popolare dal giornalista Rush Limbaugh [1,2] e coniato da Tom Hazlett, professore di economia alla Università di California a Davis.  Il dizionario inglese [3] e spagnolo [4] oggi definisce “feminazi” come:

feminazi: una femminista militante o radicale, percepita come intollerante verso le idee altrui.

Nel dizionario italiano già esiste il termine biofemminismo [5], definito come:

biofemminismo: concezione che sostiene la superiorità biologica della donna sull’uomo.

Ma è più chiaro utilizzare anche in italiano il termine nazi-femminismo, così come è preferibile chiamare Hitler nazista piuttosto che bio-germanista.

Il nazi-femminismo tratta le questioni di genere allo stesso modo in cui il nazismo trattava le questioni razziali: per loro non esistono persone buone o malvagie ma solo donne e uomini: le prime da aiutare anche quando criminali, ed i secondi da colpire.

Il nazismo proclamava i tedeschi vittime degli ebrei in modo da poterli odiare e colpire.  Allo stesso modo il nazi-femminismo proclama le donne vittime degli uomini, inventando termini quali “femminicidio” per definire quel 20% degli omicidi nei quali la vittima è un essere umano di sesso femminile, e falsificando le statistiche arrivando a sostenere falsità assurde quali “la violenza maschile è la prima causa di morte per le donne”.

Molte feminazi sono lesbiche separatiste; secondo la loro ideologia la famiglia deve essere distrutta: aborto, divorzio, false accuse, bambini chiusi in centri femministi, bambini alienati, bambini esposti a materiale sessuale in modo da costruire calunnie pedofile.

Il nazismo ha tentato di coprire i propri crimini con il negazionismo dei lager; il nazi-femminismo tenta di coprire gli abusi pedo-criminali compiuti sui bambini con il negazionismo dell’alienazione genitoriale: la spietatezza con la quale rapiscono bambini coinvolgendoli in calunnie contro i propri papà plagiandoli fino a far loro odiare il genitore assente basta da sola a giustificare il “nazi”.

Le stesse parole di molte ideologhe femministe, inneggiando alla superiorità femminile ed allo sterminio maschile, ricordano l’ideologia nazista:

«La proporzione di uomini deve essere ridotta e mantenuta al 10% circa della razza umana». Sally Miller Gearhart.

«Dobbiamo solamente tenere un gruppetto di donatori in una fattoria per lo sperma». Rosie DiManno

«Il maschio è un aborto che cammina, abortito allo stadio genetico. Essere maschio è essere deficiente, emozionalmente limitato: la mascolinità è una malattia di deficienza e i maschi sono storpi emotivi». Valerie Solanas, ideologa femminista ed assassina, in “Società per l’eliminazione degli uomini” (SCUM)

«la terra deve essere decontaminata. L’evoluzione porterà ad una drastica riduzione del numero di maschi». Mary Daly

«voglio vedere un uomo picchiato a sangue e con un tacco a spillo conficcato nella sua bocca, come una mela nella bocca di un porco».  Andrea Dworkin

«Non voglio mettermi nella condizione di spiegare a un bambino maschio di 9 anni il perchè io sono convinta che sia OK per le bambine di indossare magliette che rivelino la loro superiorità nei confronti dei bambini maschi». Treena Shapiro

«Noi siamo, come genere, infinitamente superiori agli uomini». Elizabeth Cady Stanton

«I maschi sono il prodotto di un gene danneggiato».  Germain Greer

«Uno degli impliciti, seppur non ammessi, pilastri del femminismo è stato un fondamentale disprezzo per i maschi». Wendy Dennis

[1] Rush H. Limbaugh, The Way Things Ought to Be, Pocket Books, 1992.

[2] http://en.wikipedia.org/wiki/Feminazi.

[3] http://en.wiktionary.org/wiki/feminazi.

[4] http://es.wiktionary.org/wiki/feminazi.

[5] Dizionario della Lingua Italiana, Hoepli editore.

Elezioni in Spagna: vota NO al nazi-femminismo

novembre 19th, 2011

Si moltiplicano gli appelli in rete di cittadini spagnoli perché i partiti politici che hanno appoggiato il nazi-femminismo ricevano la più grande batosta elettorale della loro storia.

Rubalcaba (y su equipo) es corresponsable de las leyes feminazis que padecemos y que es de sentido comun no votarle en las proximas elecciones. [ProJusticia]

No votes (e invita a tus amigos y familiares a lo mismo) a ninguno de los partidos culpables de esta situación… Todos, sin excepción, de los que tienen representación parlamentaria han apoyado la legislación feminazi promovida por el PSOE. – No votes a quienes promueven leyes para que secuestren y maltraten a tus hijos. – No votes a quienes nos ha robado los derechos más básicos: igualdad ante la ley, a la presunción de inocencia, a no ser discriminado por ser hombre… – No votes a los partidos que lleven a feminazis en sus listas [SlideShare]

NO VOTAR A NINGÚN PARTIDOS POLITICOS QUE ARROPEN, MIMEN Y ACOJAN EN SU SENO A LA IDEOLOGIA DE GENERO Y A LAS FEMINAZIS RADICALES DE GENERO, DICHA “IDEOLOGIA” ES FATAL PARA LOS HOMBRES NIÑOS Y SUS DERECHOS. LLEVAR AL PSOE AL TRIBUNAL PENA INTERNACIONAL DE DERECHOS HUMANOS DE ESTRASBURGO, LE ESTÁ PASANDO LO MISMO QUE LE PASÓ CON EL G.A.L., HA ENTRADO EN UNA VORAGINE DE DELITOS DE LESA HUMANIDAD Y CRIMENES DE ESTADO CONTRA LOS HOMBRES QUE NO PARECE TENER LIMITE.  [NoSeSiMeEsplico]

El voto de 4 millones de familias separadas mientras en los lugares donde gobiernan participan en la industria de género que pingües beneficios les reporta y consiguen la simpatía de votantes que bien podríamos llamarlas feminazis.  [ElLibrePensador]

De la dictablanda de Franco a la dictadura feminazi de ZP: Las feministas logran que se suspenda un curso sobre Alienación Parental tras ‘recordar’ a una de las entidades colaboradoras que reciben subvenciones del Estado. [AlertaDigital]

 

Nueva hazaña feminazi contra los derechos de los menores. El pasado 29 de septiembre ha tenido lugar en el Ministerio de igualdad la presentación de un libro que niega la existencia del Síndrome de Alienación Parental. [ElPais]

Zapatero, a self-confessed feminist … The law defines gender violence exclusively as male violence against women. Violence exercised by women against men comes under ordinary criminal law.  Men should be penalized more severely than women for similar acts of domestic violence [M&G news]

 

Se i lavoratori spagnoli voteranno NO alla sinistra che ha approvato le leggi anti-uomo volute dalla nazi-femministe per allontanare i papà dai propri figli e dalle proprie case con la calunnia di genere, anche la sinistra italiana dovrà scegliere: o con le femministe o con i lavoratori.

Nazismo, comunismo, femminismo

ottobre 24th, 2011

 

 


Cristoforo Colombo diceva: vai a Ovest per arrivare a Est.  L’atlante politico, così come la Terra, non è un piano ma una sfera.

Andando a sinistra, all’estremo si trova Stalin: un criminale.

Andando a destra, all’estremo si trova Hitler: un criminale.

 

I due estremi coincidono: estrema sinistra (odio di classe) ed estrema destra (odio razziale) hanno prodotto lo stesso risultato: dittature totalitarie e genocidio.  È qui, agli antipodi della civiltà, che si colloca il nazi-feminismo (odio di genere).

Calunniare gli uomini non è né di destra, né di sinistra: è criminale.

Negare gli abusi sui bambini non è né di sinistra, né di destra: è pedo-criminale.

Strangola un neonato ed è libera

ottobre 15th, 2011

Una ragazza canadese di 19 anni ha strangolato con la sua biancheria intima il maschietto che aveva appena partorito nel bagno della casa dei suoi genitori e dopo alcune ore ha scaraventato il corpicino nel giardino di un vicino.

La giudice Joanne Veit ha pronunciato un verdetto che sembra confermare i peggiori timori dei movimenti per la vita, ovvero che la legalizzazione dell’aborto e l’assuefazione alla pratica portino all’accettazione dell’infanticidio. La giudice ha condannato l’infanticida a tre anni con la sospensione della pena (ovvero non andrà in prigione; dovrà solo seguire una consulenza psicologica, scontare 100 ore di lavoro socialmente utili e informare le autorità giudiziarie se rimarrà nuovamente incinta).  È ancora in corso un processo per lo smaltimento illecito di resti umani.

A preoccupare i difensori della vita è l’argomentazione della giudice, la quale ha ritenuto che l’assenza di una legge sull’aborto in Canada indicherebbe che la popolazione “simpatizzasse” con la madre:

”i canadesi sono addolorati per la morte di un neonato, specialmente se avviene per mano della madre del neonato, ma i canadesi piangono anche per la madre [...]. Mentre molti canadesi indubbiamente considerano l’aborto come una soluzione certo non ideale al sesso non protetto e alla gravidanza indesiderata, in generale comprendono, accettano e simpatizzano con le gravose fatiche che una gravidanza e un parto esigono dalle madri, soprattutto dalle madri prive di sostegno»

ha scritto la Veit nella sentenza (CBC News, 9 settembre; fonte).  Wesley J. Smith nel suo blog, constata amareggiato: «Così l’aborto genera simpatia per l’infanticidio in Canada. Eppure, se la donna avesse strangolato un cucciolo, sappiamo benissimo che non avrebbe suscitato alcuna simpatia».

Secondo una organizzazione femminista abortista, la sentenza pronunciata dalla giudice Veit è soddisfacente: “ci sono ragioni inoppugnabili per ritenere l’infanticidio un crimine inferiore all’omicidio“.  A segnalare tale commento è l’attivista pro vita Jonathon Van Maren sul sito del Canadian Centre for Bio-Ethical Reform, UnmaskingChoice.ca (12 settembre). Per Van Maren, il caso dimostra che per alcuni l’infanticidio non è altro che “un aborto molto, molto tardivo. “La depressione post-partum (…) serve come scusa per strangolare il neonato. Se riesci a dimostrare che eri depressa, uccidere tuo figlio è qualcosa di comprensibile e se ascolti questa giudice, accettabile“.

Secondo un sondaggio del 2009, realizzato dalla società demoscopica Angus Reid Strategies, meno della metà della popolazione canadese – il 46% – ritiene che l’aborto dovrebbe essere autorizzato in tutte le situazioni o casi. Inoltre, ben il 92% dei canadesi non sa che nel suo Paese l’aborto è permesso per tutta la durata della gravidanza.

Già nel passato in Canada si erano già verificati gravi fatti legati al femminismo:

 

 

 

Manifestazione STOP feminazi: Roma, 5 ottobre 2011

ottobre 9th, 2011

 

 

 

Lettera di un padre per la figlia

ottobre 9th, 2011

“Le priorità che ha in questo momento tua madre sono tutte tese a buttarmi fuori di casa, ad allontanarmi dal nucleo familiare e il più presto possibile, senza senso né ragioni poiché la causa de suo malumore sono io”

 

 


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