Elezioni in Spagna: vota NO al nazi-femminismo

novembre 19th, 2011

Si moltiplicano gli appelli in rete di cittadini spagnoli perché i partiti politici che hanno appoggiato il nazi-femminismo ricevano la più grande batosta elettorale della loro storia.

Rubalcaba (y su equipo) es corresponsable de las leyes feminazis que padecemos y que es de sentido comun no votarle en las proximas elecciones. [ProJusticia]

No votes (e invita a tus amigos y familiares a lo mismo) a ninguno de los partidos culpables de esta situación… Todos, sin excepción, de los que tienen representación parlamentaria han apoyado la legislación feminazi promovida por el PSOE. – No votes a quienes promueven leyes para que secuestren y maltraten a tus hijos. – No votes a quienes nos ha robado los derechos más básicos: igualdad ante la ley, a la presunción de inocencia, a no ser discriminado por ser hombre… – No votes a los partidos que lleven a feminazis en sus listas [SlideShare]

NO VOTAR A NINGÚN PARTIDOS POLITICOS QUE ARROPEN, MIMEN Y ACOJAN EN SU SENO A LA IDEOLOGIA DE GENERO Y A LAS FEMINAZIS RADICALES DE GENERO, DICHA “IDEOLOGIA” ES FATAL PARA LOS HOMBRES NIÑOS Y SUS DERECHOS. LLEVAR AL PSOE AL TRIBUNAL PENA INTERNACIONAL DE DERECHOS HUMANOS DE ESTRASBURGO, LE ESTÁ PASANDO LO MISMO QUE LE PASÓ CON EL G.A.L., HA ENTRADO EN UNA VORAGINE DE DELITOS DE LESA HUMANIDAD Y CRIMENES DE ESTADO CONTRA LOS HOMBRES QUE NO PARECE TENER LIMITE.  [NoSeSiMeEsplico]

El voto de 4 millones de familias separadas mientras en los lugares donde gobiernan participan en la industria de género que pingües beneficios les reporta y consiguen la simpatía de votantes que bien podríamos llamarlas feminazis.  [ElLibrePensador]

De la dictablanda de Franco a la dictadura feminazi de ZP: Las feministas logran que se suspenda un curso sobre Alienación Parental tras ‘recordar’ a una de las entidades colaboradoras que reciben subvenciones del Estado. [AlertaDigital]

 

Nueva hazaña feminazi contra los derechos de los menores. El pasado 29 de septiembre ha tenido lugar en el Ministerio de igualdad la presentación de un libro que niega la existencia del Síndrome de Alienación Parental. [ElPais]

Zapatero, a self-confessed feminist … The law defines gender violence exclusively as male violence against women. Violence exercised by women against men comes under ordinary criminal law.  Men should be penalized more severely than women for similar acts of domestic violence [M&G news]

 

Se i lavoratori spagnoli voteranno NO alla sinistra che ha approvato le leggi anti-uomo volute dalla nazi-femministe per allontanare i papà dai propri figli e dalle proprie case con la calunnia di genere, anche la sinistra italiana dovrà scegliere: o con le femministe o con i lavoratori.

Nazismo, comunismo, femminismo

ottobre 24th, 2011

 

 


Cristoforo Colombo diceva: vai a Ovest per arrivare a Est.  L’atlante politico, così come la Terra, non è un piano ma una sfera.

Andando a sinistra, all’estremo si trova Stalin: un criminale.

Andando a destra, all’estremo si trova Hitler: un criminale.

 

I due estremi coincidono: estrema sinistra (odio di classe) ed estrema destra (odio razziale) hanno prodotto lo stesso risultato: dittature totalitarie e genocidio.  È qui, agli antipodi della civiltà, che si colloca il nazi-feminismo (odio di genere).

Calunniare gli uomini non è né di destra, né di sinistra: è criminale.

Negare gli abusi sui bambini non è né di sinistra, né di destra: è pedo-criminale.

Strangola un neonato ed è libera

ottobre 15th, 2011

Una ragazza canadese di 19 anni ha strangolato con la sua biancheria intima il maschietto che aveva appena partorito nel bagno della casa dei suoi genitori e dopo alcune ore ha scaraventato il corpicino nel giardino di un vicino.

La giudice Joanne Veit ha pronunciato un verdetto che sembra confermare i peggiori timori dei movimenti per la vita, ovvero che la legalizzazione dell’aborto e l’assuefazione alla pratica portino all’accettazione dell’infanticidio. La giudice ha condannato l’infanticida a tre anni con la sospensione della pena (ovvero non andrà in prigione; dovrà solo seguire una consulenza psicologica, scontare 100 ore di lavoro socialmente utili e informare le autorità giudiziarie se rimarrà nuovamente incinta).  È ancora in corso un processo per lo smaltimento illecito di resti umani.

A preoccupare i difensori della vita è l’argomentazione della giudice, la quale ha ritenuto che l’assenza di una legge sull’aborto in Canada indicherebbe che la popolazione “simpatizzasse” con la madre:

”i canadesi sono addolorati per la morte di un neonato, specialmente se avviene per mano della madre del neonato, ma i canadesi piangono anche per la madre [...]. Mentre molti canadesi indubbiamente considerano l’aborto come una soluzione certo non ideale al sesso non protetto e alla gravidanza indesiderata, in generale comprendono, accettano e simpatizzano con le gravose fatiche che una gravidanza e un parto esigono dalle madri, soprattutto dalle madri prive di sostegno»

ha scritto la Veit nella sentenza (CBC News, 9 settembre; fonte).  Wesley J. Smith nel suo blog, constata amareggiato: «Così l’aborto genera simpatia per l’infanticidio in Canada. Eppure, se la donna avesse strangolato un cucciolo, sappiamo benissimo che non avrebbe suscitato alcuna simpatia».

Secondo una organizzazione femminista abortista, la sentenza pronunciata dalla giudice Veit è soddisfacente: “ci sono ragioni inoppugnabili per ritenere l’infanticidio un crimine inferiore all’omicidio“.  A segnalare tale commento è l’attivista pro vita Jonathon Van Maren sul sito del Canadian Centre for Bio-Ethical Reform, UnmaskingChoice.ca (12 settembre). Per Van Maren, il caso dimostra che per alcuni l’infanticidio non è altro che “un aborto molto, molto tardivo. “La depressione post-partum (…) serve come scusa per strangolare il neonato. Se riesci a dimostrare che eri depressa, uccidere tuo figlio è qualcosa di comprensibile e se ascolti questa giudice, accettabile“.

Secondo un sondaggio del 2009, realizzato dalla società demoscopica Angus Reid Strategies, meno della metà della popolazione canadese – il 46% – ritiene che l’aborto dovrebbe essere autorizzato in tutte le situazioni o casi. Inoltre, ben il 92% dei canadesi non sa che nel suo Paese l’aborto è permesso per tutta la durata della gravidanza.

Già nel passato in Canada si erano già verificati gravi fatti legati al femminismo:

 

 

 

Manifestazione STOP feminazi: Roma, 5 ottobre 2011

ottobre 9th, 2011

 

 

 

Lettera di un padre per la figlia

ottobre 9th, 2011

“Le priorità che ha in questo momento tua madre sono tutte tese a buttarmi fuori di casa, ad allontanarmi dal nucleo familiare e il più presto possibile, senza senso né ragioni poiché la causa de suo malumore sono io”

 

 

La cultura nazi-femminista

ottobre 5th, 2011

Ogni 3 giorni in Italia un caso di suicidio e/o omicidio viene etichettato come “uomo non vuole accettare la separazione”.   Il ripetersi di casi simili indica una causa comune: è in atto uno scontro fra due culture.

Da un lato, la cultura della famiglia.

Dall’altro lato, il nazi-femminismo, ovvero la distruzione della famiglia, il privare i bambini dei loro papà, renderli bancomat al servizio della donna separata, mantenuta da sussidi statali.

La famiglia tradizionale è preferita dalla grande maggioranza della gente comune.

La cultura nazi-femminista è sostenuta da estremiste odiatrici di uomini: l’unico modo di imporla è quindi per via giudiziaria, tentando le donne al divorzio con privilegi garantiti da sentenze sessiste.   Quando un uomo rifiuta di accettare il femminismo, viene tacciato di essere un retrograde maschilista, e colpito con accuse di stalking o peggio.  Quando esplode, viene usato per alimentare il falso mito dell’uomo violento e chiedere leggi ancora più anti-uomo, in modo da alimentare la guerra di genere accesa dal femminismo.

Gli episodi di sangue causati da questo scontro oggi sono circa 100 all’anno in Italia, a fronte di circa 150 donne e circa 500 uomini vittime di omicidio in totale.  Le vittime più numerose — centinaia di migliaia — sono i bambini, costretti a perdere i contatti con i loro papà, o addirittura colpiti dall’abuso dell’alienazione genitoriale.

Questa follia ideologica che non si ferma neanche davanti ai bambini ricorda quanto avvenuto nei paesi comunisti: milioni di morti per levare la terra ai contadini retrogradi e trasformarli in operai agricoli in ossequio all’ideologia.

 

 

Terrorismo nazi-femminista

giugno 22nd, 2011

Erin Pizzey racconta di quando lavorava come volontaria presso il movimento femminista e sentì che volevano mettere una bomba in un negozio di abbigliamento.

«Le sentii che parlavano della Brigata della Rabbia.  Era un piccolo gruppo di anarchiche che mettevano bombe vicino a Londra.  La bomba sul mezzo televisivo in occasione di Miss Mondo 70 era stato attribuita a loro, e la polizia le cercava.   Le discussioni bisbigliate che mi preoccupavano erano quelle sul negozio di abbigliamento Biba.  Mi piaceva e ci andavo spesso con i bambini e gli amici.  Mi sembrava un posto liberatorio ed allegro.  A pranzo una lo etichettò come “capitalista e decadente”.

“Mi piace” dissi loro.

Silenzio di ghiaccio.

“Ho sentito che volete far esplodere una bomba laggiù.  Migliaia di donne e di bambini fanno acquisti in quel negozio, e non posso credere che siate così irresponsabili”.

Si alzarono e se ne andarono.

Quella notte non potei dormire.  La mattina dopo telefonai alla polizia.  Entro poche ore una poliziotta bussò alla mia porta.  Spiegai che ero preoccupata delle voci che avevo sentito, chiarendo che erano solo voci.  Dissi che mi sembrava che alcune femministe dell’organizzazione Liberazione della Donna adescavano contributrici con false promesse.  Per quello che avevo visto, il movimento, più che a liberare la donna, era un fronte di attiviste che volevano riempirsi il portafoglio e cercare supporto per l’estremismo di sinistra. [...]

Il giorno dopo andai all’ufficio e le cospiratrici erano presenti.  Finii di scrivere una lettera e dissi loro che ero preoccupata per quello che avevo sentito, che le loro preoccupazioni avevano poco a che fare con le donne normali, quelle che ci scrivevano delle loro vite, che spedivano fondi, che cercavano consigli: “non vi interessate nemmeno a rispondere loro.  Mettete nel portafoglio i soldi e buttate via le loro lettere. Penso che questo sia rubare”.  Dissi loro del mio incontro con la poliziotta e della mia preoccupazione per la loro possibile attività terroristica — e seppi che i miei giorni nel movimento femminista erano finiti.

Il femminismo sembrava una scusa per creare una nuova struttura di potere.  A questo scopo le femministe reclutavano donne poco interessate alla politica per le loro campagne contro gli uomini ed i mariti. [...]  Non fui sorpresa quando una lettera arrivò: ero stata bandita dal collettivo femminista».

Fonte: “This Way to the Revolution”. Peter Owen Ltd. Dai capitoli “marce e bombe” e “addio alla Sorellanza”.

Erin Pizzey è la donna che ha sollevato il problema della violenza domestica e fondato i primi centri anti-violenza, di cui in seguito si sono appropriate le femministe per trasformarli in centri di odio contro gli uomini e costringendola con minacce di morte a cercare asilo in America.

Marc Lépine, un criminale con una missione: eliminare le femministe

giugno 18th, 2011

Quando il nazista Horst Wessel venne ucciso da due ebrei, la propaganda nazista lo trasformò in un martire usandolo per disseminare odio razziale contro tutti gli ebrei; l’anniversario della sua morte divenne una celebrazione, un suo componimento divenne inno del partito.

Una operazione simile è stata tentata con le vittime del pluriomicida e suicida Marc Lépine, che il 6 dicembre 1989 si suicidò dopo aver ucciso 14 donne al Politecnico di Montreal. In conseguenza del suo gesto criminale, Marc Lépine venne dipinto come il simbolo del maschilista pazzo e violento. La cronaca dei giornali racconta che questi anniversari sono stati strumentalizzati per dare libero sfogo alla propaganda femminista e diffondere odio di genere, dipingendo tutti gli uomini come violenti e tutte le donne come vittime.

Questo rituale dell’odio con il tempo ha disgustato la gente normale, tanto che il professor Charles Rackoff lo paragona a quelli del Ku Klux Klan “lo scopo è usare quelle morti per promuovere l’agenda del femminismo estremo di sinistra”.

Ma soprattutto è emersa una verità diversa: il pluriomicida Marc Lépine non odiava le donne, ma le femministe. Vediamo cosa accadde.

A 7 anni la madre di Marc decise di divorziare da un padre dipinto come violento e dal quale il piccolo Marc, in forza di quelle accuse, fu costretto a perdere i contatti come capita a tanti bambini in epoca di femminismo.  Subito dopo il divorzio la madre portò i figli da uno psichiatra, che concluse che Marc era normale consigliando, invece, una terapia per la sorellina.

A 14 anni Marc odiava così tanto il “padre assente” che scelse di prendere il cognome della madre, considerata una femminista.  È possibile che il piccolo Marc abbia subito quella devastante forma di violenza contro i bambini chiamata alienazione genitoriale che può sfociare in devianze psicopatiche in età adulta.

A 18 anni la “famiglia” si trasferì vicino al lavoro della madre, e lui perse, dopo aver perduto il padre, anche i contatti con i compagni di scuola.

A 25 anni venne rifiutato dal Politecnico, sebbene avesse ottenuto 100% nell’ultimo esame sostenuto, lamentandosi che al suo posto fossero state prese donne (in Nord-America esistono leggi che impongono quote di donne prescindendo dal merito individuale).

Poi, la follia omicida. Marc preparò per mesi l’attentato e, pochi giorni prima di dare sfogo al suo intento criminale, portò un regalo alla mamma in anticipo rispetto al suo compleanno.

Testimoni riferiscono che, dopo aver fatto uscire una cinquantina di persone senza far loro del male (secondo alcune fonti tutti uomini), chiese alle restanti nove (tutte donne) se capivano il perché e spiegò loro “sto combattendo il femminismo” prima di ucciderle.    Nathalie Provost, sopravvissuta, racconta di avergli urlato “non siamo femministe”.  La polizia tentò di tenere segreto questo particolare, ma la verità alla fine è venuta a galla, e la lettera nella quale Marc Lepine spiegava le ragioni del suo suicidio è oggi disponibile su internet:

Scusate gli errori, ho solo 15 minuti. Vedete l’allegato.

Notate che oggi mi suicidio non per motivi economici ma politici.  Perché ho deciso di mandare le femministe, che hanno sempre rovinato la mia vita, al Creatore.  Per 7 anni la vita non mi ha portato gioia e, essendo stato totalmente blasé, ho deciso di mettere una fine a quelle virago.  [...]

Anche se l’epiteto del Killer Matto mi verrà attribuito dai media, mi considero un erudito razionale che solo l’arrivo del Grim Reaper ha costretto ad atti estremi.  [...] le femministe mi hanno sempre infuriato. [...]. Le femministe non stanno lottando per rimuovere le barriere. [...]  Cercano sempre di mistificare ogni volta che possono.

L’allegato conteneva una lista di 19 femministe con il commento “Quasi morte oggi. La mancanza di tempo (ho iniziato troppo tardi) ha permesso a queste femministe radicali di sopravvivere. Il dado è tratto”.  Una vignetta (in inglese) sintetizza la situazione in termini tali che non si capisce chi sia il matto criminale: le femministe che dicono pubblicamente di voler sterminare gli uomini, o lui che risponde “ok, signore. Se questa è la vostra idea sembra che io non abbia scelta: azione preventiva. Mi dispiace”.

Oggi tante persone considerano il femminismo una malvagia ideologia dell’odio e c’è chi vorrebbe riabilitare la figura di Lépine:

«Marc Lépine n’était pas sexiste, mais il se battait contre le sexisme féministe» (M.L. non era maschilista, ma si batteva contro il sessismo femminista).

«Marc Lépine, héros et martyr?» (M.L., eroe e martire?)

«Marc Lépine a assassiné 14 innocentes (bien que favorisé par la discrimination sexiste anti-mâle). Dans quelle mesure cela est-il un crime si vaste à une époque où les féministes tuent autour de 1 million de fœtus totalement innocents à toutes les années en Amérique du Nord». (M.L. ha ucciso 14 innocenti, seppur favorite dalla discriminazione sessista anti-maschio. In che misura questo è un crimine così vasto, in un’epoca in cui le femministe uccidono ogni anno un milione di feti completamente innocenti nel solo nord America).

Addirittura, alcuni arrivano a celebrare il 6 dicembre come S. Marco, con un nuovo significato apertamente provocatorio, inventando una vergognosa campagna del “fiocco rosso” che fa il verso alle altrettanto vergognose campagne in cui le femministe usano fiocchi di colori diversi per additare gli uomini come violenti:

«Ce jour a été établi pour le souvenir de la première contre-attaque contre les féminazies dans la guerre contre les hommes» (anniversario del primo contro-attacco contro le nazi-femministe nella loro guerra contro gli uomini).

«Marc Lepine tells women and feminists YOU DON’T HAVE TO BE MONTERS ANYMORE. He tells these thousands of women and feminists who have stolen their partner’s house, their car, their money, he tells those who have stolen their ex-husband’s children, their jobs and drove them to suicide: STOP TO BE MONSTERS» (M.L. dice alle donne ed alle femministe DOVETE SMETTERE DI ESSERE MOSTRI. Dice a quelle migliaia di donne e femministe che hanno rubato la casa del partner, la loro macchina, i loro risparmi, dice a quelle che hanno fatto false accuse e rapito i figli agli ex-mariti, i loro lavori, e li hanno portati al suicidio: SMETTETE DI ESSERE MOSTRI».

(Precisiamo che in realtà Marc Lepine non ha mai detto niente di tutto ciò: l’aspetto sociologicamente significativo è che gli venga attribuito).

Quale è il senso di tutto ciò?

Riportiamo quanto sostenuto da un sito dedicato all’analisi del fenomeno (il cui autore, a differenza delle femministe che scrivono di voler sterminare gli uomini, ha subito in merito un processo che ha alla fine riconosciuto il diritto alla libertà di espressione):

Nel 1989 Marc Lépine era considerato semplicemente un criminale.  La strumentalizzazione femminista ha impedito che cadesse nell’oblio, ed oggi la sua immagine sta diventando un’icona, gli vengono dedicati film, documentari e blog.  Ha acquisito una maggiore e diversa notorietà rispetto al 1989.  La figura dell’assassino con una missione affascina l’opinione pubblica e se la missione è positiva (come uccidere i pedofili) questo può mettere in secondo piano il crimine.   Dopo tante false accuse e tanti bambini allontanati dai padri, tante persone oggi considerano il femminismo qualcosa di malvagio e pedo-criminale, tanto che il prof. Hazlett coniò il termine “feminazismo”.  Le immagini (tratte da tale sito in inglese) che attribuiscono a Marc Lépine tale missione potranno avere l’effetto di un pugno nello stomaco, ma fanno riflettere:

 


Nota bene: Considerando la pretestuosa tendenza ad equivocare più volte riscontrata tra soggetti caldeggianti l’ideologia femminista, si precisa che:
1) questo post non intende in alcun modo riabilitare il responsabile materiale di un pluriomicidio il quale, oltretutto, è  morto in seguito a suicidio;
2) il fatto che il pluriomicidio – seguito dal suicidio – costituisca un gesto tuttora non chiaro nel movente, impone (o propone) riflessioni mirate a spiegarne le ragioni (alias movente);
3) si ritiene che individuare le vere ragioni che possono aver condotto Marc Lépine a compiere una strage di esseri umani, possa rappresentare un obiettivo volto a eliminare le cause che potrebbero (in altri luoghi e in altri tempi) condurre soggetti diversi a compiere simili crimini;
4) i documenti in nostro possesso indicano che l’alienazione genitoriale è spessissimo causa di vissuti psicologici drammatici e che in percentuale altissima questi traumi possono condurre soggetti “normali” a comportamenti devianti e socialmente pericolosi;
5) mentre si ritiene giusta la condanna verso chiunque compia atti lesivi delle persone, allo stesso tempo ci piace ricordare come l’alienazione genitoriale rappresenti un vero e proprio abuso dell’infanzia e che chi la compie (o ne sostiene l’inconsistenza banalizzandone la gravità) debba essere pesantemente censurato così come avviene per gli autori di altri comportamenti abusanti dei minori.

 

Manifestazione STOP feminazi

giugno 5th, 2011

Negli ultimi 100 anni in Europa abbiamo avuto tre casi di leggi dicriminatorie: le leggi razziali naziste; le leggi comuniste contro la borghesia; le leggi femministe contro gli uomini.  Gli Spagnoli chiedono la loro abrogazione, il ritorno al giusto processo, la fine dell’esproprio femminista, tolleranza zero sulle false accuse, l’introduzione della mediazione familiare e dell’affido condiviso.  Per il bene dei bambini.

http://www.projusticia.es/manifestaciones/manifestacion-ante-el-partido-popular-junio-2011.html

Vocabolario sinottico

aprile 17th, 2011

 

  • ABUSOLOGO.  1. Nella classificazione dell’aberrazione umana è l’anello di congiunzione fra la feminazista ed il pedofilo: l’abusologo si occupa di calunnie (come la feminazista) e di bambini (come il pedofilo).  Il suo lavoro consiste nel sostenere e/o costruire false accuse di pedofilia.  2. Esperto di abusi.
  • BIO-FEMMINISMO.  Dottrina che apoditticamente sostiene la superiorità razziale del genere femminile su quello maschile.
  • CALUNNIA DI GENERE. L’insieme delle falsità calunniose volte a dipingere il genere femminile come vittima di quello maschile per criminalizzare i “maschietti” e dare sfogo all’odio di genere.
  • FEMINAZISMO o FEMMINAZISMO vedi NAZI-FEMMINISMO.
  • LESBICACCE: donne che scelgono di essere lesbiche in quanto odiano gli uomini.
  • LESBICHE SEPARATISTE: lesbiche che rifiutano ogni contatto con il genere maschile.
  • ODIO DI GENERE. Il sentimento di odio verso il genere maschile che spinge alcune donne malate a diventare lesbiche e/o a darsi al nazi-femminismo.
  • MASCHIETTO.  Vocabolo usato dalle feminaziste per denotare gli uomini in senso dispregiativo.
  • NAZI-FEMMINISMO.  Degenerazione del femminismo, di cui ha tradito gli ideali di parità per darsi alla calunnia ed all’odio di genere (omicidio giudiziario di quanti più “maschietti” possibile, aborto e/o alienazione di quanti più bambini possibile, …).  Alcuni ritengono che il nazifemminismo non esiste, in quanto non è mai esistito un femminismo buono da cui differenziare il nazi-femminismo.
  • PEDO-CALUNNIATRICE. 1. Donna che usa bambini come strumento di calunnia e/o costruisce calunnie volte ad impossessarsi dei figli e/o lancia false accuse che coinvolgono bambini.
  • VIOLENZA DI GENERE. L’estrinsecarsi dell’odio di genere nazi-femminista contro uomini (false accuse) e bambini (alienazione genitoriale paterna).

 


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